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STALINGRADO
giornali di una battaglia decisiva
MOSTRA
PROSPETTO DELLA MOSTRA (da scaricare in formato PDF)
CARATTERISTICHE DELLA MOSTRA:
- Oltre 150 giornali e documenti autentici
- 48 pannelli cm. 120 x 80
- 24 griglie cm. 200 x 100
- Illuminazione ambientale, senza luci proprie
- Montaggio e smontaggio in 4 ore
- Assicurazione R.C.
- Materiali certificati a norma
DESCRIZIONE DELLA MOSTRA:
Stalingrado, un nome che non esiste più nelle carte geografiche dell’odierna Russia.
Ai tempi dell’Unione Sovietica era una città il cui nome era stato dedicato a Stalin, il dittatore comunista, in riva al fiume Volga, oggi Volgograd. Essa fu protagonista di una delle più terribili battaglie della seconda guerra mondiale. I tedeschi, nell’estate del 1942, furono lanciati alla conquista delle grandi pianure russe e del petrolio del Caucaso, sotto il diretto comando di Adolf Hitler, che si improvisò stratega e si autoproclamò comandante in capo delle forze armate tedesche.
La VI Armata comandata dal generale Friedrich Paulus ebbe il compito di conquistare Stalingrado per tagliare l’afflusso di uomini ed armi sovietici sul Volga. Le cose parvero arridere ai tedeschi, ma lo sforzo immane dei russi non permise mai la conquista totale della città difesa a tutti i costi.
Nella seconda metà del novembre 1942 un’ardita manovra a tenaglia russa accerchiò il grosso dell’armata tedesca che, malgrado i poderosi sforzi, non riuscì più a liberarsi.
Hitler stesso non ne permise mai una precipitosa sortita.
Fu così che trecentomila soldati tedeschi e altrettanti russi si combattattero per mesi in condizioni disumane per freddo, fame, combattimenti corpo a corpo e casa per casa fino alla resa totale della VI armata alla fine di gennaio 1943.

Italia e Germania in guerra con l'URSS
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Quinto giorno di battaglia
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"STALINGRADO, GIORNALI DI UNA BATTAGLIA DECISIVA" è una mostra che presenta giornali e riviste autentiche che partendo dall’OPERAZIONE BARBAROSSA, l’invasione della Russia da parte delle armate tedesche, accompagna il visitatore per i quasi sei mesi di questa battaglia. Le notizie, inizialmente euforiche per la brillante avanzata e quotidianamente in sospeso in attesa della sospirata conquista definitiva (che non avvenne mai) si attardano a magnificare le armate tedesche al cui fianco, sul fiume Don, operava il contingente italiano dell’ARMIR. Quando l’efficace contrattacco sovietico costrinse in una sacca l’armanta di Paulus, d’improvviso i grandi titoli scomparvero dalle prime pagine e per trovare notizie di quegli sventurati, è necessario spigolare gli anonimi bollettini del comando tedesco che spesso non li citò.
La mostra risulta quindi eccezionalmente interessante anche per capire la stampa di regime che esalta i successi in modo straordinario, ma omette le sconfitte.

Battaglia tra le rovine
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Il sublime sacrifico della V armata
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Quei militari tedeschi colà condotti da un dittatore non ebbero neppure spazio sulla carta stampata per non deturpare il prestigio del comandante in capo, mentre i parenti in patria non ebbero mai il conforto di un sostegno morale.
Solo alla fine, quando la resa fu certa, per pochi giorni i giornali si ricordarono di loro come di eroi.
Poi tutto tornò nell’oblio, mentre i miseri superstiti del poderoso esercito tedesco iniziavano il loro secondo calvario nei campi di concentramento sovietici.
Da quel momento le sorti della seconda guerra mondiale in Europa si invertirono.
Questa mostra oltre ad essere una rassegna della stampa formata da giornali rari o introvabili vuole rendere omaggio alle vittime di tutte le guerre, vinte o perse.
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